Questi accostamenti creano un senso di straniamento, con un effetto tipico di figure retoriche non solo come la metafora ma, per certi aspetti, anche l’ossimoro (in quanto le parole risultano inconciliabili dal punto di vista sensoriale; Mortara Garavelli 199710). Chiare, fresche e dolci acque, dove l’unica che considero una donna si è immersa; gentile ramo dove a lei piacque (ricordo sospirando) di appoggiarsi; erba e fiori che la gonna di lei ricoprì fra le angelicamente bianche pieghe; aria sacra, serena, dove Amore mi colpì tramite i … Chiare, fresche e dolci acque Con il commento di Stefano Carrai. The way Petrarch plays with time sequences can cause a bit of a kerfuffle (yes, we said it: kerfuffle), but if you're careful about the transitions from one stanza (or strophe) to the next, you should be good. E il 12 ottobre arriva lo storione. Infatti dalla natura che richiama l'esperienza vivificatrice dell'amore si origina il pensiero della morte: Petrarca si augura che le sue spoglie vengano sepolte proprio sul luogo del lontano incontro con Laura e che quest'ultima lo cercherà invano e, scoprendone la tomba, implorerà dal Cielo pietà verso di lui. L'animo del poeta oscilla tra il ricordo dolce di giorni passati e l'anticipazione dolce-amara di quando sarà già morto: allora forse Laura tornerà in questo luogo, lo cercherà invano e, scoprendone la tomba, implorerà dal Cielo pietà verso di lui. Nel secondo dopoguerra la sinestesia si dispone al gusto provocatorio di una poesia descrittiva e sociale (come in ➔ Pier Paolo Pasolini: «Benché radi brillavano / i fanali di una luce stridula»: “Correvo nel crepuscolo fangoso”, in Poesie inedite, vv. Al Piccolo Lago di Verbania. Figura retorica che risulta da un processo psichico e linguistico attraverso cui, dopo aver mentalmente associato due realtà differenti sulla base di un particolare sentito come identico, si sostituisce la denominazione dell’una con quella dell’altra. 46-47 e 50-51); 14 Chiare, fresche et dolci acque si presenta anche come una sintesi dell'intera vicenda amorosa tra il poeta e Laura: alla spiritualizzazione della figura femminile (creatura nata "in Paradiso", v. 55) si aggiunge la sofferenza elegiaca del poeta (che ragiona tra sé e sé "sospirando" per le pene d'amore, v. Così, Pitagora associava numeri e suoni e Aristotele confrontava gusti, colori e suoni con il tatto. ➔ Dante ne fa largo uso fin dall’esordio del I canto della Commedia («mi ripegneva là dove il sol tace»: Inf. Alle strofe, come è consuetudine nella canzone, segue un umile congedo di tre versi, con cui l'autore saluta la sua poesia nel momento in cui l'affida alla lettura del pubblico («la gente»). Ogni stanza è divisa in fronte (contenente due piedi), chiave e sirma (divisa in 1ª volta e 2ª volta). I, 60; «I’ venni in luogo d’ogni luce muto»: Inf. Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir mi rimembra) a lei di fare al bel fianco colonna; erba e fior che la gonna leggiadra ricoverse co l'angelico seno; aere sacro, sereno, ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse: date udienza insieme a le dolenti mie parole estreme. ➔ Giosuè Carducci («va l’aspro odor de i vini»: “San Martino”, v. 7), ➔ Giovanni Pascoli («La Chioccetta per l’aia azzurra / va col suo pigolio di stelle»: “Il gelsomino notturno”, vv. Varie sono le figure retoriche che accompagnano il testo, grazie alle quali viene conseguita la raffinata armonia di questo poema.[1]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 23 gen 2019 alle 11:58. S’egli è pur mio destino e ‘l cielo in ciò s’adopra, 15 ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda, qualche gratia il meschino corpo fra voi ricopra, et torni l’alma … 8. Non è da escludere, tuttavia, l'ipotesi che sia Amore in persona a gettarle i fiori: in fondo, nel poema natura ed Amore coincidono. 75 likes. ; / credendo esser in ciel, non là dov’era.». Analisi: Chiare, Fresche e Dolci Acque di Francesco Petrarca Analisi del testo: Il tema centrale della poesia è certamente l'amore del poeta per Laura. Spero possa piacere anche a voi. La canzone 126 “Chiare fresche e dolci acque” è un testo della memoria e dell’immaginazione: l’amore è visto nella distanza, il luogo è animato da tracce della donna percepita grazie a oggetti che la sostituiscono. 15-16), ➔ Gabriele D’Annunzio («L’aspro vin di giovinezza brilla ed arde»: “Canto dell’ospite” VI, v. 5; «ne l’ombra i fonti parlano segreti; / rare sgorgan le stelle, ad una ad una»: “Hortus conclusus”, vv. [nota 3], «Cosí carco d’oblio / il divin portamento / e ’l volto e le parole e ’l dolce riso / m’aveano, et sí diviso / da l’imagine vera / ch’i’ dicea sospirando: / Qui come venn’io, o quando? nel celebre verso «Chiare, fresche et dolci acque» ( Canz. Ebbene, è tempo di slow reading. Le sinestesie si presentano con una certa ricorrenza in molti autori antichi come una variante della metafora: si pensi, ad es., ai tacita lumina (gli «sguardi silenziosi») di Virgilio. Nell'ultima strofa, invece, viene ripreso un tema assai caro al Dolce stil novo: l'angelicazione della donna. L'esegesi di alcuni critici suggerisce che si tratti di una piega (del vestito), anche se ormai pare un inutile tentativo di censurare la posizione di Laura, stesa a seno nudo sull'erba. And did we mention that he was friends with Dante and Boccaccio?On top of all that, he was the lover of Laura, the most beautiful woman in the universe. La prima strofa si incentra sulla descrizione di Laura immersa nell'acqua, attorniata da un ridente paesaggio. Probabilmente, con «amoroso» Petrarca intendeva dire che la nuvola di fiori che adorna Laura è un segno del suo amore. Petrarca torna a riflettere su Laura, cinta da una nuvola «amorosa»[nota 2] di fiori che raffigura poeticamente la Beatrice del Paradiso dantesco. CXXVI, 1), con l’aggettivo dolce ormai entrato saldamente nella pratica letteraria italiana (è infatti una sinestesia anche l’espressione dolce stil novo ). In principio è stata la trota. Oggi, la sinestesia è incoraggiata dalle strumentazioni elettroniche che, collegando linguaggi diversi (ad es., visivo e auditivo), le offrono inedite possibilità di realizzazione: si pensi alla diffusa espressione ci sentiamo per e-mail. una sinestesia al primo verso: «chiare, fresche et dolci acque»; anafore: «qual ... qual ... qual» (vv. 14-15; «Punge il suono d’una / giga crudele»: “Nel sonno”, in La bufera e altro, vv. Chiare, fresche e dolci acque. Chiare, fresche e dolci acque Chiare, fresche e dolci acque è una canzone scritta da Francesco Petrarca, formata da cinque strofe di tredici versi, di cui quattro endecasillabi e nove settenari. Mi ha molto colpito questa lirica. Chiare, fresche et dolci acque,… Chiare, fresche e dolci acque. Chiare, fresche e dolci acque, ove le belle membra pose / porre, p.rem. Odore di passato!»: “La Signorina Felicita ovvero La Felicità” I, v. 28; «Bacio lunare, fra le nubi chiare», ivi, VII, v. 49) infittiscono le loro poesie di nuove forme sinestetiche sino a diventare per le avanguardie futuristiche (si pensi a Filippo Tommaso Marinetti) un dichiarato programma di poesia. 82-83; «su la tacita aurora»: “La vita solitaria”, v. 57; «sussurrando al vento / i viali colorati»: “Le ricordanze”, vv. [1], Nella stanza successiva il poeta ritorna a rievocare nostalgicamente il passato. La tecnica è ben nota anche a Francesco Petrarca, ad es. Tempesti, Anna Maria (1991), Sinestesia: storia del termine e della figura retorica, «Studi e ricerche dell’Istituto di civiltà classica, cristiana e medievale dell’Università di Genova» 8, pp. nel primo verso de “La sera del dì di festa”, dove riprende l’aggettivo dolce («Dolce e chiara è la notte e senza vento»), o in molti altri canti con molteplici varianti, ora di stampo tradizionale e antico, ora più inedite e moderne («cieco il tuono / per le atri nubi»: “Alla primavera”, vv. sinesteṡìa sinestesia f. [dalla voce prec.]. Dopo l’esperienza simbolista di Charles Baudelaire (che elegge la sinestesia a tema centrale della sua poetica), la figura si inserisce stabilmente nella ricerca di ‘armonica corrispondenza’ dei poeti del secondo Ottocento e di inizio Novecento italiano. È proprio quest'ultimo il muto interlocutore con cui interagisce Petrarca, al quale chiede udienza essendo l'unico testimone degli eventi raccontati. 131-176. di Dario Corno - III sg./ (con sospiri mi rimembro) a lei di fare al bel fianco colonna; erba e fiori che la gonna leggiadra ricoperse / ricoprire, p.rem. descrizione. Così carco d'oblio il divin portamento e 'l volto e le parole e'l dolce riso m'aveano, e Francesco Petrarca. Chiare, fresche et dolci acque si costruisce su un sapiente andirivieni spazio-temporale: l'animo del poeta oscilla infatti tra il ricordo dolce di giorni passati e l'anticipazione dolce-amara di quando sarà già morto. In base a differenze fisiche e chimiche, si è soliti distinguere tre diversi tipi di acque, chiare, bianche e nere. In italiano, come in tutte le altre lingue europee, sono comuni espressioni o sintagmi basati su tale procedimento: in voce ruvida, profumo dolce, colore caldo, ad es., i due termini rinviano a sensazioni di tipo diverso come rispettivamente l’udito e il tatto, l’olfatto e il gusto, la vista e il tatto. Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna; gentil ramo ove piacque (con sospir’ mi rimembra) 5 a lei di fare al bel fiancho colonna; herba et fior’ che la gonna leggiadra ricoverse co l’angelico seno; aere sacro, sereno, 10 ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse: date udïenza insieme a le dolenti mie parole extreme. Lo schema delle rime è: abCabCcdeeDfF (DfF per il congedo). 31/08/2020. III sg./ con l'angelico seno; aere sacro, sereno, Il comitato "Chiare, fresche e dolci acque" nasce per promuovere e valorizzare lo straordinario patrimonio naturalistico, paesaggistico e storico presente nella Riserva Naturale Regionale Sorgenti del Pescara. Così ➔ Ugo Foscolo si serve della sinestesia in toni classicheggianti e di riferimento petrarchesco: «mentr’io sentia dai crin d’oro commosse / spirar d’ambrosia l’aure innamorate» (“E tu nei carmi avrai perenne vita”, vv. 5-6), del sintagma con di («le loro canzoni / le trombe d’oro della solarità»: “I limoni”, in Ossi di seppia, vv. Varie sono le figure retoriche che accompagnano il testo, grazie alle quali viene conseguita la raffinata armonia di questo poema. La canzone è divisa in 5 stanze di 13 versi ciascuna (4 endecasillabi e 9 settenari). 48-49; «Forse un mattino andando in un’aria di vetro»: anepigrafe, in Ossi di seppia, v. 1), della frase relativa («la mente indaga accorda disunisce / nel profumo che dilaga»: “I limoni”, in Ossi di seppia, vv. Home Acqua e aforismi Chiare, fresche e dolci acque. 31-32) o dell’intera frase («le tue parole iridavano come le scaglie / della triglia moribonda»: “Dora Markus”, in Le occasioni I, vv. Salve a tutti. III sg./ colei che sola a me par donna; gentile ramo ove piacque / piacere, p.rem. Un amore inesistente ed illusorio, ma che il poeta vive in modo realistico e fluido: tra il passionale e il trasfigurato, tra il materiale e … Vi sono state alcune controversie nell'interpretazione del termine «seno».